I nostri Vini - Barone Cornacchia

I nostri Vini

La nostraLinea Casanova

Casanova è uno dei feudi che il nostro antenato, Giovanni Cornacchia, acquisì su regio assenso nel 1488. La superficie di questo feudo si estende nella zona delle Torri di Torano Nuovo, dove tutt’ora insiste la proprietà di famiglia dell’azienda Barone Cornacchia.

LineCasanova_Baronecornacchia

la nostraLinea Classica

Le linea Casanova è la nostra linea classica. È la linea che ha fatto conoscere in tanti paesi (Stati Uniti, Canada, Giappone, Europa) il nostro Montepulciano, con la sua etichetta gialla e la sua forte personalità. “Italy in a glass”, come lo ha definito un nostro cliente americano.

Ne ha sempre fatto parte anche il Trebbiano che produciamo dalla stessa vigna in collina da 5 generazioni. Espressione dell’ eccellenza che può raggiungere il nostro più tradizionale vino bianco regionale, in determinate condizioni.
 Già nel 1932 e 1933, nostro bis nonno Filippo Vizzarro Cornacchia, riceveva premi per il Montepulciano ed il Trebbiano d’Abruzzo alla Fiera del Levante.

Il Cerasuolo d’Abruzzo Superiore completa i vini classici della Linea Casanova. È il rosato ottenuto con il nostro Montepulciano. Tipico e tradizionale, con il suo colore intenso e vivace e il suo sentore di ciliegia. È piacevole e divertente da abbinare a tanti tipi di cucina e di piatti come i cibi piccanti, fritti e alla pizza.
 In collaborazione con il nostro enologo, lo abbiamo affinato e migliorato scegliendo per la sua realizzazione di utilizzare le uve di una delle nostre vigne migliori, Il Colle.

La linea Casanova si è poi arricchita con la Passerina, che abbiamo scelto di vinificare in purezza dal 2006. Questo vitigno autoctono, fino ad allora, veniva utilizzato come taglio al 15% del Trebbiano. Il vino che otteniamo è fresco e beverino. È una Passerina Biologica Vegana DOC Controguerra, tra le poche in Abruzzo.

Nei primi anni 2000 abbiamo piantato il Pecorino, altro vitigno autoctono, che abbiamo iniziato a vinificare dal 2006. Ha avuto subito un grande successo per la sua struttura, complessità e mineralità, sia nel mercato italiano che in quello estero.

Le nostreRiserve

01Vigna le Coste

È la Riserva di Montepulciano che rappresenta di più il nostro stile e la personalità del nostro vitigno che qui si esprime al meglio. Proviene da un’unica vigna singola chiamata le Coste perché ubicata un pendio.

02Vizzarro

Abbiamo dedicato il DOCG Colline Teramane al nostro bis nonno, il Barone Filippo Vizzarro Cornacchia. Con lui è iniziata la passione di famiglia per la viticoltura. La DOCG è nata alla fine degli anni 90 ed è stata il coronamento del grande lavoro di un gruppo di produttori che hanno valorizzato il territorio di quest’area dell’Abruzzo e ne  hanno fatto conoscere l’eccellenza. 
Il nome Vizzarro o Bizzarro (per quel continuo scambiamento del B in V e viceversa, che osservasi nelle antiche scritture. PALMA I, 191), è il nome di famiglia che si è ripetuto dal 1488 nelle generazioni da Alessandro Vizzarro Cornacchia, figlio di Giovanni, titolare del feudo di famiglia detto del Podio (o Poggio) Varano Casanova della Ripa di Santa Maria a Bolignano, Quatrelle e Santa Croce, fino al 1870 con Filippo Vizzarro Cornacchia.

03Colle Cupo

Questo vino è nato con la DOC Controguerra alla fine degli anni 90 (1996). Tale denominazione insiste solo su pochi comuni in provincia di Teramo, nella parte più a Nord della regione Abruzzo (Controguerra, Torano Nuovo, Ancarano, Corropoli e Colonnella). Il disciplinare permise di inserire vitigni internazionali e noi scegliemmo di piantare Cabernet Sauvignon e Merlot. Acquistammo il clone del Cabernet dalla Francia che si è rivelato ottimo, non eccessivamente erbaceo, morbido e piacevole nel taglio con il nostro Montepulciano e con una piccola parte di Merlot. Il nome Colle Cupo viene dall’acquisto di una proprietà vicino l’azienda, a Campodino, chiamata “Il Cupo”. Questa è una collina molto ben esposta che aveva già una vigna che noi abbiamo ripiantato a Montepulciano. Da qui il nome Colle Cupo.

le nostreEtichette Storiche

L’evoluzione delle nostre etichette dagli anni ’60 ad oggi